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martedì 11 agosto 2015

San Lorenzo

Alzo gli occhi al cielo
Le nostre mani che si sfiorano
I desideri si confondono
Diventando uno solo.
In questa notte magica
In questa notte di desideri
Avverati, infranti, spezzati,
Il desiderio che si avvera
Sempre
È quello di tornare bambini,
Mentre cerchiamo le stelle
Quelle che stanno per cadere,
Quelle che brillano di più,
Quelle che tremolano,
Quelle più lontane.
Tornare a quel momento in cui
Per noi

Tutto poteva ancora succedere.

domenica 26 luglio 2015

Apollo e Selene, come nasce un'Eclissi



Al tempo in cui Zeus, padre degli Dei, governava il mondo dalla sommità dell’Olimpo, suo figlio Apollo, Dio del Sole, si era follemente innamorato della Dea della Luna, Selene. Selene era davvero bellissima. Aveva lunghi capelli argentei e pelle diafana. Il Dio biondo passava tutto il giorno a fissarla dalla sommità del suo carro mentre ella dormiva. Di notte, quando Selene splendeva nell’oscurità dei cieli, Apollo restava sveglio a guardarla e si struggeva d’amore per lei. Una notte, reso folle dal profondo amore che nutriva per la giovane, decise di dichiararsi. Prese il suo carro e la raggiunse in cielo. Selene lo vide arrivare e con lui arrivò il Sole. Tremava al pensiero che Zeus avrebbe punito Apollo, l’unico al mondo che ella avesse mai amato, per aver fatto sorgere il sole in piena notte. Per questo fuggì prima che egli la raggiungesse. Passò altro tempo e Apollo, nonostante si fosse convinto che Selene non lo ricambiasse, decise di farle un dono. Raccolse dei sassolini, li illuminò con la potenza del Sole e li scagliò nel cielo. Minuscoli diamanti di luce raggiunsero Selene e resero la notte un po’ meno oscura e solitaria. La giovane ne fu colpita e decise di dichiarare ad Apollo il suo amore. Prima di sparire con il sorgere del Sole, ella prese una stella e scrisse, con le sue lacrime argentee, parole d’amore per il Dio. La lanciò ad Apollo formando una scia di luce. Apollo non esitò un secondo di più. Prese il carro, la raggiunse e la strinse a sé. Il giorno e la notte si fusero insieme. Per giorni e giorni i due amanti restarono alti nel cielo. Gli uomini erano confusi. Non avevano più luce e buio, giorno e notte. Zeus, nella sua profonda saggezza, impose ai due amanti di separarsi, per ristabilire l’ordine delle cose. Passò un tempo che ai due sembrò interminabile. Non potevano più sfiorarsi, stringersi, amarsi. La Luna era sempre più opaca e il Sole non riusciva più a splendere. Vedendo che i due giovani erano tristi e soli, Zeus decise di fare loro un dono. Fece in modo che il tragitto nel cielo fosse più corto per Selene in modo che, col passare del tempo, i due amanti giungessero a toccarsi di nuovo prima di doversi separare. È in questo modo che i due giovani continuano ad amarsi da allora, desiderandosi quando sono lontani, amandosi quando infine riescono a toccarsi.


lunedì 13 luglio 2015

Notte

In una notte piena di stelle
Sento solo il vuoto
Di parole che stentano
Ad uscire da quelle labbra
Che conosco così bene.
La mente riproduce l'eco
Di dolci parole mai udite,
Sognate, sì, sperate,
Ma che mai saranno pronunciate.
Oh, notte, perché mi opprimi
Con illusorie fantasie?
Non basta forse il giorno
A trarmi in inganno
Con ricordi improvvisi e indesiderati?
Notte saggia e astuta,
Lascia che mi libri al di là dei sogni,
Al di là di quanto mi è dato sperare.